Cosa esportare in Russia e come vendere prodotti italiani in Russia e CSI. Esportare in Russia dall’Italia e nell’Unione eurasiatica.

Vendere prodotti italiani in Russia e CSI

Vendere prodotti italiani in Russia e nei Paesi CSI significa innanzitutto comprendere le dinamiche di questi mercati.

Vendere prodotti italiani in Russia: cosa e come fare

La crisi economica globale ha comportato un cambiamento anche in questi mercati, per vendere in Russia ora serve anche l’analisi della concorrenza ed una strategia di posizionamento del prezzo del prodotto, oggi i russi sono molto più attenti al prezzo rispetto alla consolidata presenza dell’azienda italiana sul mercato od alla qualità artigianale dei prodotti italiani.

Per alcuni mercati dell’area dei Paesi CSI vendere prodotti italiani in Russia non è più sufficiente, le ultime fiere in Russia sono state ad esempio caratterizzate dall’assenza di buyers ucraini e questo mercato necessita ora di un marketing approach specifico.

Esportare in Russia oggi significa anche tenere in considerazione le strategie operative connesse al cosiddetto Made with Italy, in sostanza l’esportazione in Russia attraverso lo strumento della joint venture con impresa locale in modo tale da garantirsi uno sbocco sul mercato nonostante il programma di sostituzione delle importazioni avviato dal Governo della Federazione Russa. A questo scopo sono disponibili strumenti per vendere in Russia come il Contratto Speciale di Investimento.

Per esportare in Russia dall’Italia non mancano infatti provvedimenti legislativi speciali della Federazione Russa che obbligano l’azienda italiana a seguire questa strada in alcuni settori merceologici. Ad esempio il Decreto della Federazione Russa n. 719/2016 impone, per determinate categorie di componenti meccaniche, l’acquisto di prodotti Made in Russia. Il Decreto della Federazione Russa n. 925/2016, in vigore dal 01/01/2017, prevede per le aziende russe a partecipazione pubblica la priorità ai fornitori russi o dell’Unione eurasiatica. In sintesi il Decreto prevede uno sconto virtuale sull’offerta effettiva nell’ambito delle gare di appalto per favorire i fornitori locali.

Esportare in Russia significa però, tra le molte difficoltà, anche accedere al mercato dell’Unione economica e doganale eurasiatica, a questo riguardo c’è uno specifico articolo nel Blog:

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Nell’area download del sito web abbiamo inoltre predisposto un vero e proprio strumento operativo per i lettori del Blog e per le aziende italiane, la Guida al mercato russo con il database degli importatori e distributori in Russia con persona di riferimento che parla italiano CLICK:

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Ma che cosa esportare in Russia? Come vendere prodotti italiani in Russia? Cerchiamo di capire qualcosa di più al riguardo analizzando per necessità di sintesi i settori principali del Made in Italy.

Secondo i dati disponibili relativi al periodo gennaio – settembre 2019, l’export dell’Italia verso la Russia ammonta a 5.671,78 milioni di Euro, pari ad una percentuale di circa l’1,42% dell’export complessivo dell’Italia. Le potenzialità di sviluppo per vendere prodotti italiani in Russia sono quindi evidenti.

Secondo le previsioni di crescita elaborate dal Fondo monetario internazionale l’incremento del PIL per la Russia nel 2020 è stimato nella misura del 1,7%.

Relativamente ai settori merceologi sono disponibili i seguenti dati di periodo comparati:

Merci (milioni di euro) 2016 2017 2018
Prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura 41,15 41,53 39,08
Prodotti delle miniere e delle cave 5,67 5,59 5,22
Prodotti alimentari 277,56 330,06 343,45
Bevande 99,56 144,83 132,82
Tabacco 3,53 7,66 46,25
Prodotti tessili 131,09 127,98 110,35
Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) 823,88 942,14 948,57
Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili 438,66 501,99 447,94
Legno e prodotti in legno e sugheri (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio 54,59 38,1 36,99
Carta e prodotti in carta 81,85 82 73,89
Prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati 1,18 1,27 1,36
Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 17,39 15,99 29,73
Prodotti chimici 560,58 601,08 588,17
Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici 233,86 294,5 274,02
Articoli in gomma e materie plastiche 210,65 222,64 227,51
Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 167,74 168,86 151,37
Prodotti della metallurgia 135,57 149,3 151,36
Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 326,86 361,47 336,58
Computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi 92,67 121,32 136,03
Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche 390,12 543,74 493,72
Macchinari e apparecchiature 1.770,14 2.325,85 2.047,92
Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 201,57 264,99 228,27
Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari) 86,53 118,72 191,66
Mobili 389,4 376,07 363,07
Prodotti delle altre industrie manufatturiere 161 175,98 178,26
Altri prodotti e attività 19,32 19,04 12,25

 

Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE di fonte ISTAT

Il settore dei prodotti alimentari in particolare è stato comunque molto penalizzato dalle sanzioni imposte e più volte riconfermate da parte del Governo della Federazione Russa in risposta all’embargo economico dei Paesi dell’Unione Europea, Stati Uniti, Canada, Australia e Norvegia. Nell’elenco dei prodotti per i quali è previsto il divieto di importazione sono presenti: carne di manzo, maiale, pollame, pesce, produzioni ortofrutticole, pollame, formaggi, latte e latticini.

A livello settoriale la ripresa del mercato russo risulta ben delineata per il settore dei beni di consumo come la moda e l’agroalimentare e per il settore della meccanica.

Il settore dei beni durevoli, come i prodotti di arredo, generalmente segue la ripresa economica con tempi diversi.

I mobili e l’arredamento rientrano nel segmento del Made in Italy di alta gamma e del Bbf (Bello e ben fatto), per questo segmento di mercato la Federazione Russa rappresenta il mercato principale tra i Paesi emergenti. L’Italia infatti è uno dei principali fornitori di arredamento della Federazione Russa.

Ma come vendere prodotti italiani in Russia?

Fare export in Russia come iniziare: il tutorial guidato per impostare la propria strategia. Import export come iniziare.

In considerazione di quanto esposto, unitamente ad una profonda conoscenza del mercato, per esportare e vendere in Russia risulta sempre più necessaria una strategia di marketing ben articolata e strutturata attraverso una marketing entry strategy vera e propria che sia focalizzata sul singolo core business aziendale e direttamente correlata con le dinamiche dello specifico mercato di riferimento.

Cosa esportare in Russia e come vendere prodotti italiani in Russia e CSI. Esportare in Russia dall’Italia e nell’Unione eurasiatica.

Per un approfondimento su come trovare partners commerciali in Russia è possibile fare riferimento al seguente articolo del Blog:

Come trovare Partners Commerciali e vendere prodotti italiani in Russia

Nel caso si ritenga di essere in grado di fornire un prodotto particolarmente interessante rispetto alla concorrenza per vendere prodotti italiani in Russia è possibile effettuare una presentazione aziendale

Importante specificare il proprio Codice Ateco:

Portale dedicato alle aziende Russia che lavorano o che intendono lavorare con l'Italia, un'occasione ed un'opportunità per le aziende italiane in Russia

MODULO DI PRESENTAZIONE AZIENDALE

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Vendere prodotti italiani in Russia, Paesi CSI e nell’Unione doganale eurasiatica

Cosa esportare in Russia e come vendere prodotti italiani in Russia e CSI. Esportare in Russia dall’Italia e nell’Unione eurasiatica.

E’ possibile scaricare la Guida al Mercato Russo
nell’Area Download

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Un pensiero riguardo “Vendere prodotti italiani in Russia e CSI”

  1. Un rapido aggiornamento all’articolo, il report Flash Russia di gennaio elaborato da ITA-ICE sulla base dei dati forniti dalle dogane russe evidenzia per il settore abbigliamento ed accessori Made in Italy un incremento di oltre il 40% per l’export nella Federazione Russa.
    L’attuale tendenza del mercato è caratterizzata dalla ricerca di prodotti di qualità con prezzi competitivi in una visione di consumo più evoluto nel quale il brand assume minore importanza.

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