Cosa è l’ Unione economica eurasiatica, il rapporto con la Russia, analisi dell’unione doganale eurasiatica, le opportunità export per le aziende italiane.

Unione economica eurasiatica

L’Unione economica eurasiatica (EEU) può tranquillamente essere definita un cantiere aperto ed attualmente ricomprende la Federazione Russa ed anche Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, tutti Stati appartenenti alle repubbliche ex sovietiche.

L’Unione economica eurasiatica conta complessivamente un popolazione di 200 milioni di abitanti ed un territorio che raggiunge una superfice complessiva di circa 20 milioni di chilometri quadrati.

Unione economica eurasiatica: analisi politico economica e riflessioni comparate sull'unione doganale, le potenzialità del mercato per le aziende italiane.

L’Unione economica eurasiatica rappresenta da un punto di vista politico ed economico un’importanza strategica, ragionando in termini di Eurasia, ovvero il territorio geografico che ricomprende Europa ed Asia, riveste infatti una posizione strategica e giusto per rendere l’idea in termini economici rappresenta circa il 50% del commercio internazionale extra-UE. Il nostro Paese per l’Unione eurasiatica rappresenta un fornitore con una quota di mercato di soltanto il 5% pari ad un export di prodotti italiani tra gli 1,8 e i 2 miliardi di Euro.

Cosa è l’Unione economica eurasiatica, il rapporto con la Russia, analisi dell’unione doganale eurasiatica, le opportunità export per le aziende italiane.

La cosa spesso sottovalutata parlando di Unione economica eurasiatica (EEU) è l’unione doganale che ne è conseguita, ragionando infatti in termini strategici e di più ampio respiro quali quelli relativi al complessivo territorio Eurasia, l’Unione doganale eurasiatica rappresenta un libero regime tariffario in vigore già dal 2012 e per questo motivo l’unione doganale rappresenta sicuramente una notevole rilevanza in termini di economia mondiale, un mercato del quale spesso e volentieri le aziende italiane ne sottovalutano le potenzialità.

Analizziamo che cosa è possibile esportare e vendere nell’Unione economica e doganale eurasiatica, molte sono le opportunità per il Made in Italy che offrono i mercati delle ex Repubbliche sovietiche nei seguenti settori:

  • agroalimentare;
  • tessile;
  • automotive;
  • impianti e macchinari;
  • manutenzione degli impianti di produzione;
  • settore alberghiero e ristorazione.

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Il maggior numero di commesse è inerente alla meccanica strumentale ma è in crescita anche il mercato dei beni di consumo come prodotti alimentari e abbigliamento. In alcuni Paesi sono presenti opportunità nell’ambito dell’industria dell’ospitalità e ristorazione come diretta conseguenza dello sviluppo di nuovi poli turistici, fieristici e congressuali.

L’Unione economica e doganale eurasiatica è anche molto importante in quanto costituisce a tutti gli effetti un mercato che per naturale conseguenza risulta aperto a nuove adesioni dei Paesi CSI, la Comunità degli Stati Indipendenti delle repubbliche ex sovietiche, organizzazione della quale abbiamo già avuto modo di scrivere nel Blog, CLICK:

La Comunità dei Paesi CSI

In effetti l’idea di costituire una maggiore integrazione economica tra i Paesi CSI nasce già nel 1994, ipotizzando perfino una Comunità Economica Eurasiatica, che nel disegno originale annoverava tra i suoi membri Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghistan e Tajikistan, mentre l’Armenia, Moldavia e Ucraina erano presenti come osservatori.

Il processo di integrazione ha poi in realtà avuto varie fasi evolutive nel tempo e la prima unione doganale vera e propria nasce nel 2010. L’obiettivo finale è quello di arrivare alla piena libertà di movimento di persone e beni sulla base del modello europeo.

Il Consiglio dei Rappresentanti degli Stati è l’organo preposto alle decisioni inerenti lo spazio economico comune dell’Unione economica eurasiatica che risultano vincolanti per gli Stati membri, mentre invece la risoluzione di eventuali controversie è affidata alla Corte Eurasiatica con sede in Minsk.

L’Unione economica eurasiatica rappresenta un’opportunità importante per le aziende italiane in termini di export in quanto tutte le economie degli Stati aderenti a livello macroeconomico presentano prospettive di crescita.

L’Unione economica eurasiatica da un punto di vista politico è fortemente auspicata e voluta dalla Federazione Russa, anche se il processo di integrazione ha subito qualche inevitabile contraccolpo durante gli anni della crisi economica connessa anche al crollo dei prezzi del petrolio ed all’escalation ucraina.

In termini prospettici in realtà il disegno politico di unione doganale è ben più ampio ed ha mire ambiziose mirando a competere non soltanto con la UE ma anche con il partenariato Trans-Pacifico TPP e con il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico TTIP, non a caso è stato firmato l’accordo sulla zona di libero scambio tra la Repubblica Socialista del Vietnam e l’Unione economica eurasiatica, l’accordo è in attesa di ratifica ed in una visone Eurasia apre le porte all’integrazione economica con l’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Appare quindi evidente come risulti di fondamentale importanza non sottovalutare le potenzialità di certi mercati.

Forum Internazionale di San Pietroburgo

video intervista al Presidente della Commissione UE per le relazioni economiche con l’Europa orientale sul perché l’Europa è interessata a lavorare con l’Unione economica eurasiatica:

 Unione economica eurasiatica

Cosa è l’ Unione economica eurasiatica, il rapporto con la Russia, analisi dell’unione doganale eurasiatica, le opportunità export per le aziende italiane.

E’ possibile approfondire gli aspetti operativi connessi all’internazionalizzazione nel mercato russo e dell’Unione economica e doganale eurasiatica scaricando la Guida al Mercato Russo nell’Area Download

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2 pensieri riguardo “Unione economica eurasiatica”

  1. Salve, articolo interessante, quale è l’attuale situazione economica dell’Unione economica eurasiatica?

  2. Buongiorno Massimo,

    l’Unione economica eurasiatica non è stata risparmiata dalla congiuntura economica negativa a livello mondiale ed esce da tre anni di crisi.

    I flussi commerciali segnano una ripresa economica in atto che per l’export del Made in Italy nel primo semestre del 2017 si attesta ad un +15% nell’intera area e ad un +24,5% verso la Russia.

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