Lavorare all’estero e nel Mondo, il lavoro estero per italiani nell’export: come lavorare nell’import export e fare carriera come export manager.

Lavorare all’estero e nel mondo dell’export

Lavorare all’estero e nel mondo dell’export può costituire un’alternativa lavorativa interessante per fare carriera nell’ambito del lavoro autonomo, in questo articolo del Blog parliamo di lavoro estero per italiani come export manager.

Lavorare all’estero non significa soltanto prendere aerei, cerchiamo di capire in modo semplice che cosa significa lavorare nell’import export.

Lavorare all’estero e nel Mondo, il lavoro estero per italiani nell’export: come lavorare nell’import export e fare carriera come export manager.

Possiamo distinguere essenzialmente tre fasi operative per lavorare all’estero

Fase operativa 1

La prima fase operativa per lavorare nel mondo dell’export è quella che si fa in Italia, occorre trovare un’azienda, entrare nel suo core business e studiare i prodotti. Se l’azienda già opera in mercati esteri è inoltre importante analizzare la strategia di marketing adottata e soprattutto i canali distributivi già utilizzati. Al termine di questa fase di studio è possibile proporre una marketing entry strategy in un nuovo potenziale mercato estero.

Molti giovani ci scrivono proponendosi per stage lavorativi o tirocini gratuiti, nessuno fa questa cosa, forse le associazioni di categoria, la strada per cominciare a lavorare all’estero come export manager è un’altra, quella operativa con la selezione naturale che ne consegue, trovare la prima azienda è abbastanza semplice, basta essere disposti a lavorare con il compenso a risultato finché non si matura la necessaria esperienza, lo stage è quindi già pronto e confezionato senza dovere mandare i cv a destra ed a sinistra.

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Lavorare all’estero nel mondo dell’export

Fase operativa 2

Una volta che la market entry strategy è definita e soprattutto concordata con l’azienda, si comincia. Per market entry strategy concordata intendo che in conseguenza dell’analisi dei prodotti e della concorrenza nel nuovo potenziale mercato estero c’è una strategia di posizionamento del prezzo condivisa, questo è importante per evitare di lavorare all’estero a vuoto in assenza di un vero e proprio brand di livello internazionale come sempre capita le prime volte.

Occorre a questo punto selezionare alcuni prodotti, quelli a più alto margine di contribuzione per l’azienda cliente, per lavorare all’estero è infatti inutile puntare su prodotti a basso margine di contribuzione considerato che ci sono le spese di spedizione, quelle per le certificazioni ed i dazi doganali.

In questa fase operativa viene realizzato il Company Profile di presentazione dell’azienda ed un listino campionario pilota. Viene inoltre predisposto il data base dei potenziali clienti, fondamentale per lavorare nell’export.

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Lavorare all’estero: il lavoro estero per italiani

Fase operativa 3

Questa fase operativa per lavorare all’estero è quella più inerente il lavoro estero per italiani, si parla in sostanza di come lavorare nell’import export e fare carriera come export manager. Questa è la fase in cui, per intendersi, si prendono gli aerei.

Stiamo parlando della fase di contatto. Vengono in sostanza contattate le aziende potenziali clienti del nuovo mercato estero presenti nel data base costruito nella Fase 2, viene prima inviato il Company Profile dell’azienda italiana, poi su successiva ed eventuale manifestazione di interesse il listino campionario pilota.

A questo punto c’è la fase commerciale vera e propria, devono essere definite le eventuali esclusive sul nuovo mercato estero, i volumi minimi di ordine, il contratto di fornitura. Questa è la fase più delicata per lavorare all’estero, non conta soltanto il prodotto, il prezzo ed il contenuto del contratto, conta soprattutto il rapporto di fiducia che si può instaurare tra delle persone, occorre quindi anche vedersi, conoscersi e stringersi la mano, è soltanto qui che è necessario prendere gli aerei per lavorare all’estero.

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Lavorare all’estero nel mondo dell’export, quanto si guadagna? Dipende dalle dimensioni dell’azienda cliente e dalle capacità personali, Un export manager libero professionista sul mercato vale 2.500 Euro al mese e lavora contemporaneamente per più aziende ed in diversi settori merceologici.

Il tasso di occupazione degli italiani che lavorano all’estero è più alto di quello dei cittadini che vivono in Italia. Lo certifica Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europa nel bollettino del 2017 “Eu citizens in other Eu Member States”.

C’è una stretta relazione tra l’aumento delle difficoltà nel mercato del lavoro italiano e le crescenti opportunità di lavorare all’estero. La mancanza di opportunità di lavoro in Italia (38%) è la motivazione principale ad aver spinto i laureati a trasferirsi all’estero. Si tratta dei laureati dell’area umanistica, seguiti dall’area economico-sociale e scientifica (rispettivamente 48, 46, 40,5%). In termini di area geografica è il Sud a risentire in misura maggiore di questa fuga verso l’estero (63% contro il 34% del Nord).

Lavorare all’estero e nel mondo dell’export

Lavorare all’estero e nel Mondo, il lavoro estero per italiani nell’export: come lavorare nell’import export e fare carriera come export manager.

Per approfondimenti su come lavorare all’estero nel mondo dell’export è disponibile per gli utenti del Blog la Guida nell’area download:

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